KATegorie

classifiche
digerito
essere donna oggi
illuminazioni
scornamenti

Robe vecchie

oggi
--- 2006 ---
--- 2005 ---
--- 2004 ---
--- 2003 ---

Ti aspetto

Signora Bradipa

FamilyTree

L'anonimo tirocinante
Antonio
Blanche
Il Boss
Catsplinder
Dj Olona
Edina
Ester
Fiodor
Follia Privata
Kaos
Leftyno
LinoLinux
Lucretia
SoundVerite
Sviluppina

DeliCATessen

Carissima Caterina
Ecoliste
kAy
Latifah
Lizaveta
Le malvestite
Ossignore
Phoebe
Placida Signora
Zamm

blogGering

Appunti di Sesso
Artifiziale
Brullo nulla
Diesel 2
Fabrizio con la tuba
Fra le nuvole
Herzog
Ilfurlanist
Inkiostro
La vita istruzioni per l'uso
L'ermo colle
Licenziamento del poeta
Lontano dagli occhi
Mademoseilledemaupin
Magenta e Woland
Penna&Spada
Polaroid
PollyJean
Princess Proserpina
Rage
Redrum
Reo
RosaRospa
Sai tenere un segreto?
Tom
Virtual Blog
Visions in Blue

new Entry

Anna73
Sociopatica
Vita da Prof

Contatore

*loading* visite dal 20 gennaio 2003

Bottoni


 






Mi vuoi scrivere?
 
giovedì, 06 aprile 2006

Un orso fa primavera
 
Per par condicio questo post è dedicato all’unico orso blogger che conosca, Fiodor.
Ieri ho letto sul giornale che la star dello zoo di Mosca, l’orso bruno della Kamciatka (paese che credevo esistesse solo nel Risiko…), è finalmente uscito dal letargo, annunciando così l’arrivo della primavera.
Pare che in vent’anni non si sia mai sbagliato.
Una star di cui non si conosce il nome: “ Ne ha ovviamente uno ma no lo divulghiamo – hanno detto allo zoo – perché non vogliamo che i visitatori lo chiamino di continuo e lo disturbino”
Lo invidio tantissimo per due motivi: primo, anch’io a mio modo annuncio la primavera, nonostante abbia nevicato qui intorno e faccia ancora freddo, con lamentazioni continue sul mal di piedi. E già, capisco che la primavera è arrivata il giorno che metto giù i piedi dal letto e li sento gonfi e doloranti. Dopo tre settimane circa passa. Un giorno una riflessologa mi disse che nel cambio di stagione i reni espellono acidi urici che finiscono laggiù, ma io preferisco pensare che le mie estremità protestino per esser state chiuse troppo a lungo nelle scarpe :)
L’altro motivo per cui invidio l’orso della Kamciatka è il fatto che non lo possano chiamare in continuazione e disturbarlo dalle sue occupazioni, ma questo è facilmente comprensibile
 
Orso

katrien | 10:29 | link | commenti (20)
vedi alla voce: illuminazioni
mercoledì, 05 aprile 2006

Miscellanea
 
Influenza · Mi sono spesso chiesta perché si chiami così, sto giro l’ho capita, in verità il malessere fisico realmente ti “influenza” la vita. La settimana prima tanta stanchezza e dolorino, poi qualche giorno a letto completamente ko, poi un’altra settimana instabile. Uno stupido male stagionale che, per quanto violento, sai che è comune e non ne muori, e quindi non c’è neppure la consolazione superomistica mentre soffri di sentire che il tuo corpo combatte per la sopravvivenza, che tanto se ne esce comunque.
Pagina bianca · Come odiavo alle elementari i testi liberi, non sapevo mai che metterci dentro. Mi è bastato mollare per qualche giorno il blog per ritrovarmi nella stessa situazione. Che ci scrivo? Da dove comincio? Che senso ha? Dopo un mese ho accumulato migliaia di parole che aspettano un interlocutore, e le sento sbattermi in testa in attesa di trovare forma. Un po’ alla volta.
Tempo libero · Fino pochi mesi fa rimpiangevo l’assenza di tempo, ora ne ho troppo. Il lavoro langue ed io pure. Più tempo ho, meno cose faccio. Sembra che, se non sono messa sotto pressione, perdo le redini della mia vita, e questo non và bene.
Depressione · Un medico mi ha detto che, una volta subita, non se ne guarisce mai completamente, che se ne sta nascosta in un angolo in attesa di zomparti addosso nuovamente, magari con un aspetto diverso. Più che uno stato dell’animo, mi sembra un amante molesto che conosce i tuoi punti deboli. Sto giro è passata a trovarmi e se n'é andata in tempi brevi, ma non è stata una visita piacevole.
Televisione · Erano anni che non guardavo così tanto la tv, e mi sono resa conto di non essermi persa molto. Sembro mio nonno, che da piccola mi scansava dai cartoni per vedere il telegiornale, ed io non lo capivo. Ora non me ne perdo uno, anche se le notizie danno sempre più l’immagine di un’umanità senza nulla di umano. E poi c’è la gente della tv. Non ne salvo nessuno. Mi sembrano tutti grottesche marionette. Donne con chili di biacca in faccia e abiti improbabili, uomini viscidi. Ma dove li hanno trovati?
Primavera · Che non arriva. I prati sono verdi, i fiori sbocciano, e stanotte ha nevicato. Sei mesi d’inverno mi fanno capire perché alcolismo e suicidio sono così diffusi in Norvegia e Danimarca. Io ho solo voglia di togliermi il cappotto.
Campagna elettorale · Non ne posso più. Mai mi è sembrata così invasiva, divertente a momenti, querula e petulante il più delle volte. E tutti fanno a gara a chi la spara più grossa. Però riconosco un merito a Berlusconi: ieri molti giornalisti rigidi ed incravattati hanno scandito con serietà più volte la parola coglioni, ed io che sono una bambina in molte cose, mi sono divertita tantissimo a sentir dire le parolacce.
Medici incompetenti · Una parola sbagliata, un mare di scemenze, e ti trovi non sai perché con un piede nella fossa. Dopo tre mesi scopri che non era vero niente, e che non sei mai stata così bene. Sono contro la violenza, ma a una certa persona passerei volentieri con la macchina sopra, magari solo un pochino. Fortunatamente altri hanno rimesso in buona luce la categoria e mi hanno restituito il sorriso.
Campo minato · Perché il buonismo di chiamarlo campo fiorito? Da quando in qua i fiori uccidono? Ci gioco per ore e non è bene.
Morrisey ·  Tre mesi fa, credo, dopo aver letto sul blog dell’amatissimo anonimo tirocinante che sarebbe uscito il suo nuovo disco, sono andata ad ordinarlo. Quando mi è arrivato il sms che era in negozio che mi aspettava ho pensato ad un segno del destino ed ho deciso di ricominciare a scrivere. Non c’entra una ceppa, lo so, ma da sempre ho la fissazione del disegno cosmico, delle trame del destino e delle coincidenze, e le trovo anche dove non ci sono.
Libri ·  Ne leggo almeno uno a settimana. Sempre thrilling in edizione economica. E ne sono felice.
Animali ·  Un amore reciproco. Non c’è nulla di più bello di un gatto che fa le fusa, di un cane che ti guarda adorante, di un porcellino che fischietta quando arrivi. E chi non capisce ha il cuore come una ciabatta!
Sparizioni · Devo perdere il vizio di svaporare quando le cose girano storte. Chi mi conosce davvero non se ne preoccupa, ma anche l’affetto deve essere nutrito, credo.
 
Mucchio

katrien | 12:46 | link | commenti (5)
vedi alla voce: illuminazioni
giovedì, 23 febbraio 2006

Questione di peeling
 
Ma voi uomini che vi fate la barba e, per far felici le vostre compagne che ve l’hanno regalata, a volte vi ricordate di mettervi la crema, voi uomini che fate la doccia con il doccia schiuma che capita a tiro, che vi lavate con lo shampoo per permanente anche se avete la forfora perché è il primo sul ripiano, che vi tagliate le unghie dei piedi quando bucano il calzino, che esponete i gomitoli nell’ombelico come segno di virilità, voi uomini NORMALI vi siete mai resi conto di che fatica sia mantenere ottimale il corpo di una giovane donna?
Passi per i 10 minuti dedicati al trucco al mattino, ed i 5 per rimuoverlo alla sera, passi per il tempo perso a scegliere il doccia schiuma, la crema per il corpo, la crema da giorno, quella da notte, il contorno occhi e tutti gli elementi accessori in profumeria, che questo è quasi un piacere, ma agli annessi e connessi nessun uomo dà il giusto peso, finchè la poverella, in un momento di crisi, non disattende ai suoi doveri e rivela lo sfascio del suo corpicino
Le ore passate a depilarsi, farsi maschere, limarsi le unghie, mettersi lo smalto, sistemarsi le sopraciglia, tingersi i capelli, farsi lo scrub, il peeling, passarsi l’anticellulite, la crema per mani, la crema per piedi, il siero rivelatore per voi sono un’inutile perdita di tempo, salvo rinfacciare alla compagna la scarsa cura di sè se non si presenta liscia come una pesca e profumata come una rosellina di campo.
E, soprattutto, far notare che sarebbe l’ora di depilarsi con battutine del tipo: “Vien qui, scimmietta, che te la do io la banana!”, ecco, questo è veramente troppo!
 

Te la do io la banana...


katrien | 10:21 | link | commenti (34)
vedi alla voce: essere donna oggi

Parole parole parole
 
Perché la forza del nostro rapporto sta nel dialogo.
 
f: “Ma di cosa è fatta quella mantella?”
k: “Hai presente la stoffa con cui si fanno i cappotti?”
f: “No”
k: “Ecco, quella”

Shhhh


katrien | 09:33 | link | commenti (5)
vedi alla voce: digerito
martedì, 21 febbraio 2006

La stagione dell’amore
 
I miei genitori si sono conosciuti il capodanno del 1965, e credo siano ancora innamorati da allora.
Erano entrambi over 30, avevano caratteri agli antipodi, e non si sono semplicemente abituati alla reciproca presenza, si riconquistano giorno per giorno attraverso continui battibecchi, caffè bevuti a letto, rose mescolate ai pomodori dell’orto.
L’altro giorno ero a pranzo da loro e siamo (sono) finiti a parlare degli spasimanti che mia madre ha avuto prima di conoscere lui.
“Ah, c’era quel bellissimo francese con la moto…”
“Chi, quello con l’occhio di vetro?”
“Ma no, ci vedeva benissimo, ma guidava in un modo…”
“Se lo dici tu…”
“E poi il diplomatico che mi riempiva di regali…”
“Quello con la gamba di legno?”
(Per mio padre, i pretendenti di mia madre avevano tutti un qualche disagio fisico, al limite i baffi…)
“Le gambe ce le aveva anche più dritte delle tue, e aveva pure tanti soldi e conosceva persone famose!”
“Bhè, e allora perché non ti sei sposata lui?”
“Perché avevo deciso così, lo sai, dovevo tornare, e poi non ero innamorata”
“E lui?”
“Lui sì, ha sopportato per mesi di uscire in tre, con la mia amica, e di fare regali ad entrambe, e poi mi ha chiesto di uscire sola con lui
“Vabbè, ad uscire da soli che male c’è?”
“E no, non capisci, lui voleva uscire… ed anche entrare!”
“…”
“Ma ti sembrano cose da dire davanti a tua figlia?”
“È ora che lei conosca i fatti della vita, ormai è grande abbastanza!”
E poi si è alzata a fare il caffè per tutti, mentre io me ne stavo a ghignare e mio padre a rimurginare.
Dopo un attimo si è alzato pure lui, dicendo: “Io me ne vado a dormire, è inutile che stia qui con lei che ride e tu che mi fai morire di gelosia!”
Sono uscita chiudendo piano la porta d’ingresso, mentre dalla loro camera da letto sentivo lei ridere e lui brontolare.

Mamma e papà


katrien | 22:12 | link | commenti (22)
vedi alla voce: illuminazioni
martedì, 14 febbraio 2006

In the name of love

Oggi abbbiamo fatto sterilizzare Leo, il nostro gatto maschio.
Non avevamo capito che gli avrebbero tagliato gli zebedei.
Per solidarietà oggi NON si festeggia S. Valentino.

...


katrien | 19:28 | link | commenti (8)
vedi alla voce: scornamenti
martedì, 07 febbraio 2006

Crediti formativi
 
Ci sono gli insegnanti tipici e quelli atipici.
Gli insegnati tipici sono quelli che lavorano presso una scuola, seguono alcune classi, spiegano una materia o più, hanno una vita scandita da orari, incontri, consigli di classe, compiti in classe, registri, ragazzi che crescono davanti a loro.
Gli insegnati atipici lavorano per enti di formazione, tengono corsi a vari livelli, durate ed orari, di materie a volte diverse, hanno una vita ad incastro, se ce l’hanno, con orari balzani, rapporti con tutor, coordinatori, colleghi, segreterie, amministrazioni, classi sempre diverse e sempre simili, futuro incerto.
Rapportati all’istruzione, si potrebbe dire che gli insegnanti tipici sono le mogli, gli atipici le amanti o gli incontri occasionali, o anche le squillo, considerando che vengono pagati ad ore e prestazioni.
Se non si è ancora capito, io sono una squillo dell’istruzione. A momenti lavoro poco, in altri troppo, solitamente tengo corsi di base d’informatica, che ormai virano tutti verso lo standard ECDL.
Come sia successo non lo so, considerando pure che non mi sono ancora laureata, e che comunque ho fatto lettere.
Grazie alla Riforma Moratti ultimamente sono stata fagocitata dai corsi nelle scuole, siano essi considerati come crediti formativi, o arricchimenti curriculari, e dopo mesi di pacifico tran tran attendendo i serali, da una settimana sono tornata a scuola, mattina e pomeriggio, a volte con la stessa classe, a volte con classi diverse, a volte in sedi lontane tra loro 70 chilometri lo stesso giorno.
Un trauma.
Ci sono persone a cui gli ospedali mettono ansia; a me quei corridoi lunghi, quei banchi visti dalle porte aperte, quei finestroni tolgono il fiato, ed ogni giorno mi sembra di rivivere il mio incubo peggiore, che è quello di venir interrogata. Che è poi quello che accade, tutto sommato.
In definitiva, negli ultimi 15 anni da quando ne sono uscita nulla è cambiato, stesse regole incomprensibili, stessi sistemi vetusti, stesse persone che le animano.
Ho incontrato i soliti professori, quelli buoni che amano i ragazzi ed il loro lavoro (tre), quelli annoiati e fagocitati dal sistema (sei), quelli pessimi che riversano frustrazione e rabbia su chi hanno di fronte (tre, tra cui una vera megera).
I rapporti con loro sono stati quelli tra moglie ed amante, cordiali ed incuriositi (tre), condiscendevoli e rassegnati (due), malevoli fin quasi all’insulto negli altri casi.
Poco male.
Gli adolescenti invece sono disordinati, chiassosi, insofferenti, distratti, rumorosi. In poche parole, meravigliosi :)

In classe...


katrien | 19:36 | link | commenti (14)
vedi alla voce: digerito
domenica, 29 gennaio 2006

Beneficenza forzata
 
La questione della beneficenza, e delle donazioni, è delicata e soggettiva, ognuno alla fine fa i conti le proprie possibilità e principi, io ho adottato un metodo disimpegnato e casuale in linea col mio carattere, vale a dire ogni anno affido a mio padre una certa cifra da destinarsi a donazioni a sua discrezione, sapendo che è più attento di me alle “situazioni delicate”.
Essendo una cosiddetta “lavoratrice atipica”, vale a dire senza un lavoro, e delle entrate, regolari, ci sono volte in cui mi chiedo se abbia senso infilare anche questa voce nella mia difficile gestione domestica, ma non ho intenzione di rinunciarvi, e confido nelle sue scelte.
Ogni tanto mi arrivano ringraziamenti da canili, orfanotrofi dell’est, parenti di disabili, bambini adottati a distanza. A ciascuno arriva una piccola cifra e spero non sia la sola.
E non mi sento più buona né voglio la medaglia per questo, anzi, avrei anche evitato di parlarne se oggi non mi fossi incazzata come una bestia guardando l’ultima bolletta telefonica. Risulta che ho versato 10 euro attraverso la Telecom ad una Raccolta Fondi. Verifico il dettaglio e scopro che, in data 16 dicembre, alle 12 e 23, ho fatto una donazione ad un numero associato ad una raccolta benefica piuttosto famosa.
Il fatto è che quel giorno stavo lavorando a 70 chilometri da qui, sono uscita alle 7 del mattino e rincasata tre giorni dopo.
Chi ha fatto quella telefonata? Sicuramente non io.
Adesso mi si pone un problema etico: chiamo la Telecom e sollevo un vespaio perché mi sento truffata, o lascio perdere, d’altronde sono solo 10 euro e spero siano stati destinati per qualcosa di utile?
Non so che fare.
Mi sento taccagna e meschina e pure gabbata.

Money money money


katrien | 18:25 | link | commenti (16)
vedi alla voce: scornamenti
mercoledì, 25 gennaio 2006

Piange il telefono
 
Ogni volta che accendo la Tv, immancabile come una malattia, c’è la pubblicità dei numeri da chiamare in sostituzione del buon vecchio 12.
Non una, tante tante, un tripudio di numeri, tariffe e servizi, che sembra che nessun postino abbia recapitato la guida telefonica da almeno tre anni, o che siamo un popolo di comodoni.
E questo però significa che ci devono guadagnare, sti signori che si offrono di cercare per te il numero di tua cugina o del dentista. È che sono in tanti, forse troppi, e non si sa mica quanto ti costa realmente una di queste chiamate.
Fattostà che stamani, giusto prima di uscire, suona il telefono di casa e vedo un numero locale ma sconosciuto.
La voce è da signora anziana, e mi chiede se gentilmente posso farle un favore.
Mi prega di cercarle un numero sulla guida, che non la trova e dovrebbe chiamare una persona.
Glielo do, mi ringrazia e si scusa, che con tutte le cose che dicono non sa più a chi deve rivolgersi.
Il fatto è che è la seconda volta che una persona sconosciuta mi telefona per chiedermi di cercare un numero, e non conto le amiche o i parenti.
Finchè si tratta di persone che mi conoscono posso capire che sappiano che me ne sto a casa a ciondolare, e che mi fa piacere scambiare quattro chiacchere, ma il pensare a uno stuolo di vecchietti persi nel mare delle offerte mi mette inquietudine…

Drinn drinn


katrien | 19:20 | link | commenti (22)
vedi alla voce: digerito
martedì, 24 gennaio 2006

Questione di stile
 
Mettendo a posto l’armadio, che ormai ha assunto l’aspetto di una trincea, mi sono resa improvvisamente conto del perché da quattro anni mr.fufa sostiene di essere stato buggerato, ed io di certo non brillo per seduzione in quelli che dovrebbero essere gli anni d’oro della donna…
Considerando che in quest’età palindroma mi trovo a dover fare i conti con gli abiti che ho accumulato negli anni, visto che non ho questo gran budget per rinnovare tutto, e che non riesco a buttar via nulla, sistemando i vestiti ho fatto un po’ di autoanalisi da quattro soldi in base a quello che ho trovato, nello specifico:
- maglioni dallo spessore di un pneumatico da tir e dalla stessa forma;
- prevalenza di neri, grigi ospizio, marroni mortiferi, verdi muschio;
- camicie e magliette prese in giornate colme di senso dell’umorismo, fuori da qualsiasi stile e moda;
- pantaloni di lana, a coste, di taglio maschile, in tweed, jeans misteriosamente non adatti al fisico femminile, vite e cavalli troppo alti o troppo bassi, e comunque sempre neri, grigi, verde morte;
- quattro maglie bianche prese l’ultimo anno;
- due maglie blandamente scollate, poche cose vagamente attillate;
- gonne al ginocchio dal classico stile zitella, viola, nere, marroni, grigie, più un abuso di gonne fantasia della kookai praticamente importabili se non a fini adescatori;
- sei tailleur usati pochissimo, due neri, due blu, due scozzesi (quello rosa però è bello!);
- una decina di cose estive rimaste a vagare per sbaglio e la maglia argento presa per capodanno e persa qualche giorno prima.
Anni di timidezza, e di freddolosità, mi hanno spinto a coprirmi più del dovuto, e segare sul nascere qualsiasi apprezzamento, e capisco perché mr.fufa mi accusa, dato che nel mese in cui mi sono impegnata a conquistarlo ho dato fondo alle mie armi di seduzione di massa, e poi sono tornata amorfa.
In più sono pure dimagrita (poco), e quindi le cose che mi stavano disgraziate prima ora mi seppelliscono ancor di più
Che fare?
Credere alle amiche compiacenti che mi dicono che ho il mio stile e vado benissimo così?
Chiamare la Caritas e liberarmi di tutto (però poi cosa mi metto?)?
Studiare una rivista femminile per decidere come essere?
Mettermi a cucire?
Vabbè, intanto ovvio alla cosa continuando a stare in pigiama, e domani si vedrà…

Bella questa vecchia zia! :)


katrien | 17:51 | link | commenti (36)
vedi alla voce: essere donna oggi