Crediti formativi
Ci sono gli insegnanti tipici e quelli atipici.
Gli insegnati tipici sono quelli che lavorano presso una scuola, seguono alcune classi, spiegano una materia o più, hanno una vita scandita da orari, incontri, consigli di classe, compiti in classe, registri, ragazzi che crescono davanti a loro.
Gli insegnati atipici lavorano per enti di formazione, tengono corsi a vari livelli, durate ed orari, di materie a volte diverse, hanno una vita ad incastro, se ce l’hanno, con orari balzani, rapporti con tutor, coordinatori, colleghi, segreterie, amministrazioni, classi sempre diverse e sempre simili, futuro incerto.
Rapportati all’istruzione, si potrebbe dire che gli insegnanti tipici sono le mogli, gli atipici le amanti o gli incontri occasionali, o anche le squillo, considerando che vengono pagati ad ore e prestazioni.
Se non si è ancora capito, io sono una squillo dell’istruzione. A momenti lavoro poco, in altri troppo, solitamente tengo corsi di base d’informatica, che ormai virano tutti verso lo standard ECDL.
Come sia successo non lo so, considerando pure che non mi sono ancora laureata, e che comunque ho fatto lettere.
Grazie alla Riforma Moratti ultimamente sono stata fagocitata dai corsi nelle scuole, siano essi considerati come crediti formativi, o arricchimenti curriculari, e dopo mesi di pacifico tran tran attendendo i serali, da una settimana sono tornata a scuola, mattina e pomeriggio, a volte con la stessa classe, a volte con classi diverse, a volte in sedi lontane tra loro 70 chilometri lo stesso giorno.
Un trauma.
Ci sono persone a cui gli ospedali mettono ansia; a me quei corridoi lunghi, quei banchi visti dalle porte aperte, quei finestroni tolgono il fiato, ed ogni giorno mi sembra di rivivere il mio incubo peggiore, che è quello di venir interrogata. Che è poi quello che accade, tutto sommato.
In definitiva, negli ultimi 15 anni da quando ne sono uscita nulla è cambiato, stesse regole incomprensibili, stessi sistemi vetusti, stesse persone che le animano.
Ho incontrato i soliti professori, quelli buoni che amano i ragazzi ed il loro lavoro (tre), quelli annoiati e fagocitati dal sistema (sei), quelli pessimi che riversano frustrazione e rabbia su chi hanno di fronte (tre, tra cui una vera megera).
I rapporti con loro sono stati quelli tra moglie ed amante, cordiali ed incuriositi (tre), condiscendevoli e rassegnati (due), malevoli fin quasi all’insulto negli altri casi.
Poco male.
Gli adolescenti invece sono disordinati, chiassosi, insofferenti, distratti, rumorosi. In poche parole, meravigliosi :)
